Sogno o son desto?

Obama alla Casa Bianca

Obama alla Casa Bianca

Otto anni nel torpore di principi e valori sotto il ricatto del terrore, delle illusioni di crescita di carta e delle dottrine “il grasso che cola dall’alto sfamerà il mondo”; una leadership USA di bassissimo profilo con enormi conflitti di interesse.

In una notte, un nuovo presidente USA che è incarnazione stessa della diversità e della discontinuità dal passato, un leader naturale che ha conquistato autorevolezza sul campo ed è capace di ispirare in tempi difficili come questi. Ebbene sì; è nero, giovane, alto e sa comunicare i principi ed i valori di riferimemento di un popolo civile come nessuno della mia generazione ha avuto occasione di ascoltare. Dall’avversario sconfitto, un esempio di stima e rispetto non solo di facciata, un riconoscimento sincero e la consapevolezza di aver accompagnato Obama al suo destino.

Un popolo che è tutto ed il contrario di tutto, che torna ad insegnare vivacità democratica come è sempre riuscito a fare quando il giochi si fanno duri. Vi ritrovo alcuni tratti descritti da Tocqueville nella sua analisi. Se occorreva un disastro come quello dell’amministrazione Bush per arrivare a questo, ben venga la democrazia rigenerativa e che un rinnovamento come questo si possa almeno una volta ottenere anche in casa nostra. Ma quest’ultimo, più che un sogno, per molti di noi sta diventando un incubo.

Venerabile c(or)azzata

Siamo vicini all’esordio su OdeonTV (lunedì 3/11) del ex maestro venerabile della loggia P2 Licio Gelli, che dall’alto dei suoi novant’anni ci informerà su storie del nostro paese che speriamo siano intriganti e divertenti. Se ci fosse qualche storia piccante meglio ancora.

Prepariamoci dunque, dall’ormai riconosciuto promotore del piano di rinascita (democratica o nazionale?) a cui aderì nel 1978 come “muratore apprendista” anche il nostro attuale Presidente del Consiglio Berlusconi, un’altra proiezione di un film che l’italiano medio si è dovuto sorbire ripetutamente negli ultimi decenni, pur avendo ben altro a cui pensare. Sarà molto noioso, per contenuti e ripetitività; inoltre sfiancherà ulteriormente l’incolpevole spettatore.

In uno slancio di coraggio, durante il dibattito susseguente all’ennesima proiezione, imitando il Fantozzi di un celebre spezzone (dal secondo tragico) costretto dal capo dirigista a vedersi ripetutamente per anni un film (la corazzata Potemkin) venduto per eccellente dalla critica e dal prof. Guidobaldo, l’italiano (del dito) medio si alzerà dalla sedia esclamando di fronte ad una platea stanca ed attonita:

“Per me la c(or)azzata venerabile è una cagata pazzesca!!!” Seguono 92 (dico 92) minuti di applausi.

Situazione fantascientifica o probabile scenario futuro?