Inserito da: Michele Cipolli | Settembre 21, 2007

Poveri, ma in Euro

Le parole di Alan Greenspan, ex guida della Federal Reserve (USA) e tra l’altro gestore attento della crisi post 9/11 afferma in un intervista:

“Grazie al significativo potere autonomo conferitole dal Trattato di Maastricht, la Banca Centrale Europea è diventata una forza prominente negli affari economici mondiali. Gli attacchi di cui è stata oggetto per le sue politiche antinflazionistiche e i tentativi di indebolirne l’autorità sono falliti. Tranne che in momenti di crisi, dubito che potrebbe nascere un consenso sufficiente per alterarne l’autonomia. Abbiamo di fronte un’istituzione storicamente unica, una Banca centrale indipendente con il mandato esclusivo di mantenere la stabilità dei prezzi in un’area economica che produce oltre un quinto del PIL mondiale. È un risultato straordinario. Non finisco di stupirmi di quello che i miei colleghi europei sono riusciti a fare”.

Gran riconoscimento tra pari, non c’è che dire, il progetto è andato in porto con successo. Ed aggiunge ancora:

“Chiaramente, ciascun membro dell’Eurozona potrebbe abbandonare la moneta comune e reintrodurre quella che aveva in precedenza. L’Italia, che da dieci anni annaspa in una crescita produttiva assai magra (meno della metà della media dei Paesi dell’euro), deve affrontare una struttura dei costi sempre meno competitiva. Se non fosse legata all’euro, avrebbe sicuramente svalutato la moneta, come ha fatto in passato. Ma se reintroducessero la lira (presumibilmente con un tasso svalutato), gli italiani dovrebbero decidere che cosa fare con i loro attuali obblighi legali espressi in euro. Pagare gli interessi di debiti in euro diventerebbe molto costoso e si creerebbe una grande incertezza, dato che il tasso di cambio lira/euro sarebbe quasi sicuramente molto instabile, almeno per un certo periodo. Imporre per legge la conversione dei debiti in lire (sia pubblici sia privati) con un tasso di cambio arbitrario significherebbe a tutti gli effetti dichiarare bancarotta, il che minerebbe la capacità di credito della nazione”-

Sono stralci di un’intervista, ma il senso è chiaro: la sfida della moneta unica è stata vinta (oggi il cambio €/$ è a 1,41, probabilmente la nostra moneta ha già raggiunto pari autorevolezza nella finanza globale). Se l’Italia non fosse entrata nel sistema euro, saremmo tutti in braghe di tela da tempo. E sono totalmente d’accordo su questo … cari italiani e non, nostalgici con le vecchie lire sotto il materasso, figli di una politica monetaria da opera buffa in parte responsabile del debito pubblico che ci sta togliendo anche il respiro, mettetevi l’animo in pace. Se ne avete ancora, cambiate le vecchie lire in euro e fate rientrare la vostra liquidità nel circuito economico che, belle o brutte che siano, ha le sue regole anche se conosciute da pochi addetti ai lavori. L’invenzione della moneta unica è stata geniale e fruttifera per molti, non può esserlo per tutti. A causa della ridistribuzione mondiale della ricchezza saremo forse più poveri, ma meglio in Euro.


Risposte

  1. Sono talmente d’accordo con quanto tu dici, circa la bontà dell’euro per la nostra economia e per quella europea, che non si spiegherebbe altrimenti come mai nessun Paese voglia uscire dall’Unione Europea e molti spingano per entrare!
    Personalmente sono arrivato alla conclusione (c’ho fatto un post ad hoc) che
    l’avvento dell’euro qualche cambiamento l’ha apportato, aumentando la fascia di povertà (almeno quella percepita), riducendo quella che un tempo veniva chiamata la classe media, ampliando ulteriormente il divario tra ricchi e indigenti. Resto tuttavia dell’idea che se l’Italia non fosse entrata nell’euro e avesse mantenuto la lira, la situazione oggi sarebbe ancora peggiore.

  2. Non sono daccordo, e tuttavia il problema non è solo italiano come dite ma l’Europa tutta è messa male l’Italia ovviamente e come al solito sta peggio, l’Euro non ha portato nessun benefico tranne ai soliti pochi e ben noti … il tema è comunque da approfondire.

    Vedi ad esempio l’Euro forte non è un vantaggio ma solo un gran danno, direi anche disastro, a tutto vantaggio dell’economia USA la quale i suoi debiti di guerra li sta facendo pagare a noi europei … ce ne da discutere aivoglia!

    ma mi pare di capire da quel che scrivi Michele che il tuo lavoro sia in banca, mi sbaglio?

  3. Il mio post ha voluto stimolare la discussione e vi ringrazio per aver espresso qui la vostra opinione.

    In effetti la fonte della ctazione è autorevole ma di parte tecnocratica; in alcuni paesi, più forti o comunque economicamente diversi dal nostro, si è scelto di rimanere fuori dalla moneta unica ed è stata la scelta giusta. Ma a mio avviso per l’Italia tale opzione non esisteva nei fatti, visto l’instabilità e la propensione ad utilizzare la leva della svalutazione con vantaggi di corto respiro e successivi disastri. Il nostro enorme debito pubblico si è esponenzialmente incrementato proprio durante gli anni 80 e non casualmente in seguito alla decisione di sganciare il valore del dollaro dall’entità delle riserve auree. Vorrei ricordare che il nuovo trattato europeo firmato a Lisbona consente ai paesi che lo vogliono di tornare alla moneta nazionale, cosa che prima non era consentito … considerando che in Italia ogni cambiamento viene pagato dai più deboli, non penso che sarebbe una buona idea.

    Comunque non ho mai lavorato in/per banche anche se ho fatto ricerca su temi attinenti alle loro operazioni; sono d’accordo che proprio le istituzioni finanziarie (ci sarebbe poi da distinguere …) hanno sicuramente beneficiato del passaggio all’Euro che ne ha facilitato il processo di consolidamento ed aggregazione, oltre che i profitti. Ma a questo punto ritengo che la colpa debba essere cercata nell’incapacità dei vari governi di pilotare la transazione tutelando i cittadini e nella collusione di interessi sempre presente nel nostro paese.

  4. @Michele come ti ho già detto il tema è ampio e se ne può discutere per settimane, ma credo che al contrario di come la pensi tu tornare alle nostre lirette sia solo tonificante, soprattutto per le produzione industriale che oggi soffre proprio grazie al supereuro, per farti un esempio i paesi asiatici sono favoritissimi dall’avere una valuta svalutatissima e fanno il possibile per mantenerla tale, incrementano la produzione in relazione all’export, mica sono scemi loro, l’Italia avrebbe un doppio beneficio, ovvero il fatto che noi sappiamo fare cose di un certo valore a differenza della Cina che produce per la maggior parte c….e, inoltre la nostra tradizione e made in italy farebbe una gran bella differenza.

    Quindi svalutazione uguale più esportazione, più produzione, più occupazione, se sbaglio dimmi dove :)

  5. Visto che consideri il tema più ampio, e su questo concordo pienamente con te, perchè metti in evidenza soltanto i vantaggi della svalutazione competitiva, che forse è rimasto l’ultimo argomento a disposizione dei nostalgici della lira?

    Le dinamiche sono molto più complesse ed i paesi emergenti acquisiscono e vendono principalmente expertise e conoscenza, sulle quali operazioni monetarie di basso profilo non servono. Quindi la situazione è diversa da quella che percepisci, e tendenzialmente lo sarà sempre … scusami ma penso che il made in Italy sia destinato a diventare una categoria astratta utile a riempire i discorsi di politici ed industriali (quelli ipocriti) almeno per i settori di mercato che fanno la differenza nella finanza globale, e cioè quelli caratterizzati da prodotti/servizi ad elevato valore aggiunto creativo/tecnologico. Nelle filiere di questi settori, il valore viene creato ormai da tempo (purtroppo) al di fuori del nostro paese.

    Caro UMI, non voglio sembrarti pessimista ma semplicemente realistico, e la situazione è a mio avviso peggiore di come viene disegnata … mai come adesso spero di sbagliarmi

  6. @Michele parliamo di due cose diverse credo, io parlo di economia reale e tu invece parli di finanza globale, ovvero quella fallimentare della quale ne vediamo proprio i benefici in questi mesi, ad esempio il casino dei subprime e la speculazione bancaria legata ai mutui che sta facendo vittime anche in Italia, per me era già nota da quasi 2 anni.

    Sul fatto che la situazione sia ben peggiore di quanto i media la raccontano siamo almeno qui daccordo :) per quel che ne so’ io siamo ad un passo dal nuovo ‘29 ma di proporzioni ben più vaste, da quel che so io la FED a iniziato a “regalare” soldi alle banche anche europee che per non creare panico del tipo Northern Rock le stesse zitte zitte vanno a prendere i dollari anziché sottomettersi alla BCE per coprire i colossali buchi neri che hanno fatto, lontano da occhi indiscreti per non creare panico … bella non è :)


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie