Inserito da: Michele Cipolli | Marzo 11, 2007

Segnali di fumo all’orizzonte

Leggendo qua e là i nostri osservatori stranieri, vorremmo avere conferme delle notizie di un inversione di tendenza, di un rinnovamento nel pensiero e di una ”italian way” virtuosa nell’affrontare il cambiamento epocale di inizio XXI secolo.

Invece in Spagna El País parla dell’Italia come di un “un paese con un grande avvenire dietro le spalle”: “I politici italiani sono i più vecchi d’Europa. Ma la gerontocrazia politica non è un’anomalia: la popolazione italiana è infatti la più anziana d’Europa e la crescita professionale dei giovani è ostacolata in tutti i modi”.

Molti di noi vorrebbero che così non fosse … ma così é. Non solo il famigerato Economist ci bacchetta da sempre, ma anche una voce autorevole di un paese che fino a quindici anni fa veniva considerato arretrato e conservatore adesso giudica ormai decotta l’Italia, sentendosi più forte dopo il cambio di marcia degli ultimi anni.

Ma un giudizio “tranchant” come questo, del resto basato su dati di fatto incontrovertibili,  può essere preso come stimolo ulteriore per accelerare il passaggio delle responsabilità alle nuove generazioni, non dimenticando che il rinnovamento passa anche attraverso scelte coraggiose e radicali della nostra leadership politica ed imprenditoriale.

Del resto cosa resta di veramente “italiano” nel nostro paese? Forse solo la spocchia ed il parassitismo di coloro che avrebbero tutto da perdere. La cooptazione per linea diretta da loro promossa non ha funzionato, come era ovvio, e molti talenti sono stati incompresi, sottooccupati o bruciati;  molti sono emigrati all’estero e difficilmente torneranno in Italia, vista l’aria che tira per gli alti profili. Tuttora gli incentivi sono orientati a promuovere la rendita di posizione oppure l’espatrio ed il passaggio risulta ancora più difficile a causa della voragine generazionale che si è creata.

Un’analisi post mortem viene fatta sempre dai responsabili di un progetto; è utile a capire dove i protagonisti hanno sbagliato, poichè perseverare negli errori è diabolico, come la saggezza insegna. E allora non aspettiamo la fine, muoviamoci in tempo.


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