Il movimento luddista prende nome da Ned Ludde, un operaio inglese che, dando alle fiamme alcuni dei moderni telai automatici, capeggiò una delle prime proteste contro l’espulsione di manodopera conseguente all’introduzione delle macchine nel lavoro di fabbrica. Proteste che si protrassero violentissime per tutto l’ultimo decennio del XIX secolo. Specialmente in Inghilterra si ebbero morti e feriti e seguito di condanne alla deportazione e all’impiccagione.
Altre innovazioni tecnologiche furono ugualmente avversate dall’opinione popolare: i battellieri della Senna distrussero un barcone sperimentale azionato a vapore, allestito da Robert Fulton (le cui proposte avveniristiche furono probabilmente rifiutate da Napoleone non tanto per scetticismo quanto per i lunghi tempi di allestimento di una flotta a vapore, incompatibili con l’urgenza degli eventi bellici); le prime stazioni telegrafiche allestite da Chappe in epoca rivoluzionaria furono bruciate dalla folla parigina, anche se non per luddismo bensì perché sospette di nascondere macchinazioni delle spie realiste.
Questi e altri episodi analoghi possono essere anche un indice di come gli ideali del razionalismo e del progressismo illuministico, diffusi e condivisi dalla élite intellettuale, rimanessero invece a livello popolare degli slogan largamente fraintesi.


