Otto anni nel torpore di principi e valori sotto il ricatto del terrore, delle illusioni di crescita di carta e delle dottrine “il grasso che cola dall’alto sfamerà il mondo”; una leadership USA di bassissimo profilo con enormi conflitti di interesse.
In una notte, un nuovo presidente USA che è incarnazione stessa della diversità e della discontinuità dal passato, un leader naturale che ha conquistato autorevolezza sul campo ed è capace di ispirare in tempi difficili come questi. Ebbene sì; è nero, giovane, alto e sa comunicare i principi ed i valori di riferimemento di un popolo civile come nessuno della mia generazione ha avuto occasione di ascoltare. Dall’avversario sconfitto, un esempio di stima e rispetto non solo di facciata, un riconoscimento sincero e la consapevolezza di aver accompagnato Obama al suo destino.
Un popolo che è tutto ed il contrario di tutto, che torna ad insegnare vivacità democratica come è sempre riuscito a fare quando il giochi si fanno duri. Vi ritrovo alcuni tratti descritti da Tocqueville nella sua analisi. Se occorreva un disastro come quello dell’amministrazione Bush per arrivare a questo, ben venga la democrazia rigenerativa e che un rinnovamento come questo si possa almeno una volta ottenere anche in casa nostra. Ma quest’ultimo, più che un sogno, per molti di noi sta diventando un incubo.




